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Significato etimologico del termine setta |
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Termine che nel tempo ha conosciuto nell'uso comune numerose trasformazioni e che oggi viene per lo più utilizzato in senso spregiativo, etimologicamente il vocabolo “setta” rimanda alla neutra definizione di un movimento di pensiero che si tipizza per elementi identitari differenti rispetto alla “scuola” dal quale è germinato: se l'imprintg era di natura religiosa, il termine identificava allora gruppi minoritari che contestavano l'autorità dottrinale della Chiesa d'origine (e così infatti, proprio come una setta, a suo tempo è stata bollata la Chiesa valdostana da parte della Chiesa cattolica e, nel mondo dell'Islam, la minoranza sciita da parte della maggioranza sunnita). |
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Il paraguru fondatore dellOntopsicologia Antonio Meneghetti |
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I primi ad essere stati insigniti del titolo di "paraguru", in Italia e all'estero, sono stati – rispettivamente – Roberto Benigni e l'imprenditore informatico Steve Jobs. In un caso si tratta di un Premio Oscar, in quell'altro del plurimiliardario padre della Apple. Mica male, ho pensato, se anche il Prof. Antonio Meneghetti viene appellato con tale definizione... L'ontopsicologia comunque non |
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Settarismo occulto e Ontopsicologia |
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Il fine ultimo di certi libri come "Occulto Italia" – occulto ma non tanto – è fare cassetta facendo leva sulla solita paura del 'diverso': un 'diverso' dipinto come anomalo, pericoloso e settario anche quando di pericoloso non ha proprio un bel niente. Provare per credere? Purtroppo no... I primi a non essere riusciti a provare un bel niente sull'Ontopsicologia sono stati proprio gli autori. Però in modo veramente "occulto" ci vorrebbero dare a credere una serie di baggianate. Un nota pubblicità avrebbe commentato..."Se non lo sai, sallo". |
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FOIL a Berlino per i giovani |
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L'attenzione dell'Ontopsicologia verso i giovani si esplica attraverso gli innumerevoli eventi organizzati in molti paesi. Per saperne di più riguardo il seminario di Berlino, cliccare il seguente link Berlino Giovani. |
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Antonio Meneghetti parla di OntoArte in un video |
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L'OntoArte spiegata dal suo fondatore, il Maestro Antonio Meneghetti.Guarda il video. |
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Metodo cartesiano e Ontopsicologia |
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Da Aristotele, a Cartesio, a Kant, fino ai nostri giorni, si discute ancora sull’esattezza di conoscenza dell’uomo in riferimento a se stesso e al mondo. Cartesio, ad esempio, nelle sue celebri “ Regulae ad directionem ingenii”, definisce il “metodo” come “la via che la mente umana deve seguire per raggiungere la verità” (IV regola: «Necessaria est methodus ad veritatem investigandam). In termini pratici, tale metodo consiste in questo: si devono ordinare e poi disporre tutti gli oggetti che si vogliono comprendere e, via via, ridurre le proposizioni complesse e poco chiare in proposizioni sempre più semplici. Una volta intuite queste ultime, si può giungere a conoscere le proposizioni più complesse. Ciò che va sottolineato è che la comprensione delle proposizioni semplici si ottiene per intuizione, in quanto esse sono evidenti, non necessitano di alcuna dimostrazione. Bisogna però osservare che, per quanto riguarda tutte le scienze matematiche e fisiche, è facile avere il criterio di riscontro, perché a documentare la conoscenza dell’uomo è l’oggetto (fin dove l’uomo riesce ad arrivare). Ma quando si tratta di filosofia, di psicologia, di sociologia, cioè di tutta la vasta gamma delle scienze umanistiche, che cosa garantisce il criterio di esattezza scientifico? A tal proposito, nel libro “Nova Fronda Virescit. Introduzione all’Ontopsicologia per i giovani” il prof. Meneghetti scrive (nel cap. 1): “In tutta la problematica inerente la psicologia in genere, dov’è il punto di errore? Questo errore c’è, perché tutti ne abbiamo evidenza, sia nella vita individuale come nella vita sociale. La ricerca è affannosa, continua e manca di riscontro: più è grande questo errore, più è forte la sete di ricercare con esattezza scientifica. L’errore di fondo di tutta la psicologia e ricerca umanistica consiste nella mancanza di esattezza di coscienza. Quasi tutti gli esseri umani quando giudicano, quando confrontano, quando rilevano, hanno una coscienza non corrispondente al fatto esistenziale. Come si può fare scienza se la coscienza non risponde in modo adeguato al reale?”  |
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La vita come autoctisi storica |
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Secondo la scienza ontopsicologica, ciascun umano specificato è, allo stesso tempo, progetto e progettante, forma e formalizzante. Ciascun uomo reca dentro di sé, sin dalla nascita, un progetto esistenziale. Questo progetto è virtualità, ossia possibilità di essere secondo una forma che è già in prospettiva, che ha già dei parametri ben precisi, ma che per diventare reale ha la necessità di farsi storia in un certo tempo e in un certo luogo. Questo significa che l’uomo è una immagine, una parola che ha bisogno di essere incarnata nella storia. Ciò significa anche che, seppure una parte del progetto (quella essenziale) è inderogabile, vi è un’altra parte del progetto, quella che necessita del concorso di altre cause, che è lasciata alla libera costruzione individuale, e quindi alla possibilità per l’uomo di fare autocreazione, autoposizionamento storico (autoctisi storica in ontopsicologia). Si tratta, in sostanza di dare attuazione a quel nucleo progettuale originario secondo le particolari coordinate di tempo e di spazio del proprio vivere quotidiano. Soltanto in quest’ottica può dirsi che homo faber fortunae suae. |
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